Quote e agevolazioni
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Nessun bambino resta fuori per motivi economici. Il corso non ha margine di guadagno: la quota copre solo i costi. Chi non può pagare la quota intera paga meno, o niente, senza doverlo dire davanti agli altri.
1. Come si calcola la quota
La quota di un livello è il costo totale diviso per il numero di bambini. L'esempio qui sotto è per un gruppo di 10 bambini e un livello di 10 incontri: i numeri sono indicativi, sostituiteli con i vostri.
| Voce | Come si calcola | Esempio, per bambino |
|---|---|---|
| Kit con spille, mattoncini, pasta, dado e strumenti, stampato in bianco e nero | Vedi Il kit del programmatore | 24 € |
| Materiali di consumo dell'aula | Stampe, cancelleria, pile: circa 30 € a livello ÷ 10 | 3 € |
| Attrezzatura | Spesa «Consigliato» della lista acquisti (circa 680 €) divisa su 3 anni × 3 livelli l'anno = 9 corsi, ÷ 10 bambini | 8 € |
| Assicurazione | Infortuni e responsabilità civile: vedi «L'assicurazione» qui sotto. Stima, da sostituire con il costo vero | 10 € |
| Sala | Biblioteca, scuola, parrocchia o centro civico spesso la offrono gratis | 0 € |
| Quota (educatori volontari) | 45 € |
Il libro del livello è sempre facoltativo e a parte (13–28 €). Con la stampa a colori la quota sale di 3–13 € (vedi Bianco e nero o colori?). Le cifre sono arrotondate all'euro per eccesso; quello che avanza va al gruppo (vedi il rendiconto).
L'assicurazione
Gli educatori sono tutti volontari: la quota non paga nessuno. Per l'assicurazione dei bambini (infortuni) e del gruppo (responsabilità civile):
- In biblioteca: chiedete al Comune se la sua polizza copre le attività nei suoi spazi. Di solito copre la responsabilità civile, non gli infortuni dei partecipanti.
- Con un'associazione: l'affiliazione a un ente di promozione sociale (AICS, ACLI, ARCI, CSI, UISP…) comprende una polizza infortuni per i tesserati e la responsabilità civile per l'associazione. Si paga con la tessera di ogni bambino: chiedete il costo all'ufficio provinciale dell'ente.
- In oratorio o a scuola: spesso c'è già la polizza della diocesi o quella scolastica.
- I volontari di un ente del Terzo Settore vanno comunque assicurati.
Se l'assicurazione costa 5 € la quota scende a 40 €; se è già coperta, a 35 €.
2. Le fasce di contributo
Proposta da adattare al vostro territorio. In Italia il riferimento più usato è l'ISEE, ma si può anche usare una semplice autocertificazione.
| Fascia | Chi | Quanto paga |
|---|---|---|
| Gratuita | ISEE fino a 10.000 €, oppure segnalazione della scuola o dei servizi sociali | 0 €, kit compreso |
| Ridotta | ISEE tra 10.000 e 20.000 € | metà quota |
| Piena | ISEE oltre 20.000 €, o chi preferisce non presentarlo | quota intera |
Si aggiungono a tutte le fasce: - Fratelli e sorelle: dal secondo figlio, 30% in meno. - Rate: si può pagare in 2 o 3 rate, senza costi in più. - Libro: chi ha la fascia gratuita o ridotta riceve il libro in prestito dalla biblioteca del gruppo. - Computer a casa: non serve. Chi vuole esercitarsi e non ha un computer può usare quelli del corso in un'ora di «laboratorio aperto», o averne uno donato in prestito (Computer donati).
Posti gratuiti garantiti: almeno 1 posto ogni 10 è sempre gratuito, anche se nessuno lo chiede in anticipo: così una famiglia può chiederlo anche a corso iniziato.
3. Chi copre la differenza
- Quota sospesa. Come il caffè sospeso: chi può aggiunge un contributo libero (10 €, 20 € o una quota intera) che paga il posto di un altro bambino. Alla festa finale si dice, senza nomi, quanti posti sono stati coperti così.
- Sponsor locali. Un negozio, una banca di quartiere, un'azienda informatica: il loro contributo finanzia i posti gratuiti, non diventa margine.
- Bandi. Comune, Regione, fondazioni di origine bancaria e fondi per il contrasto alla povertà educativa finanziano spesso progetti come questo. Se il vostro ente è iscritto agli elenchi, anche il 5 per mille.
- Materiali donati. Computer dismessi da aziende e famiglie (vedi Computer donati), mattoncini, pasta da modellare, libri usati abbassano i costi per tutti.
4. Come si chiede, con discrezione
- Nella lettera alle famiglie c'è scritto chi è il referente per le agevolazioni, con un contatto diretto.
- La famiglia compila il modulo riservato e lo consegna in busta chiusa al referente, o glielo manda per email.
- Basta un'autocertificazione. L'ISEE si chiede solo se serve per un bando che finanzia i posti.
- Il referente risponde entro una settimana, solo alla famiglia.
Le regole della discrezione: - Tutti i bambini hanno lo stesso kit, lo stesso lanyard e le stesse spille: nessuna differenza visibile. - Nessuna lista pubblica, nessun nome detto in gruppo. Gli educatori non sanno chi ha un'agevolazione, a meno che non serva. - I dati si usano solo per l'agevolazione e si cancellano alla fine dell'anno. - Si può chiedere in qualunque momento, anche a corso iniziato: le situazioni cambiano.
5. Il testo da mettere nella lettera alle famiglie
Nessuno resta fuori. La quota copre solo i costi, senza guadagno. Se in questo momento la quota è un problema, esistono la quota ridotta, la quota gratuita e il pagamento a rate. Basta chiedere in modo riservato a ____________________. Nessuno lo saprà: tutti i bambini hanno lo stesso kit. Se invece potete, potete aggiungere una quota sospesa per un altro bambino.
Questo testo è già nella lettera alle famiglie, con lo spazio per il nome del referente.
6. Il rendiconto di fine anno
Per tenere i conti in ordine (e per eventuali bandi o sponsor), una volta l'anno segnate senza nomi:
| Voce | Numero o importo |
|---|---|
| Bambini iscritti | |
| Posti gratuiti | |
| Posti a quota ridotta | |
| Quote sospese ricevute | |
| Contributi di sponsor e bandi | |
| Spesa totale del corso | |
| Avanzo, e come è stato usato |